Articolo pubblicato sul sito Whipart

Dario Lanzetta - 24.10.2005
Arte contemporanea - scultura - Il futuro si ripete oggi; sculture metalliche di Sabastiano Renda

Sebastiano Renda nasce a Piana degli Albanesi nella calda terra siciliana. Sin dalla tenera età si trova a contatto con materiali che hanno come base di partenza il metallo; ingranaggi, rulli, catene, etc. Grazie alla sua residenza nelle vicinanze di una fabbrica abbandonata nel quartiere popolare “Sheshi”, questi oggetti diventano la base dei suoi giochi di infanzia, lasciando un'importante e vitale impronta nel suo profondo inconscio. Tanto da far diventare oggi giorno quei pesanti materiali il vertice della sua massima espressione artistica. Renda esce dagli schemi della classica scultura; lanciandosi in un assiduo studio del materiale che sente familiare nelle sue mani. Saccheggia le vicine discariche, per cercare di riportare in vita quei pezzi di ferro che fino a poco tempo prima di essere nelle sue mani, non avevano alcun significato oltre a quello di semplice spazzatura in attesa di una “degna” fine. Attraverso la sua inimitabile e surreale fantasia assembla pezzo su pezzo, cercando non di inventare una nuova forma di scultura, ma di far vedere le opere così come sono nella loro totale nudità. Con Renda, andiamo verso una semplificazione vettoriale dell'arte, contro una non facile originalità che ben pochi possiedono. Le sue opere ricordano le statue degli dei e eroi dell'Antica Grecia riviste in una condizione fortemente contemporanea; nuove forme da adorare e da tenere come punto di riferimento per il nostro spirito. Ad esempio, una scultura mostra un cervello collegato con una maschera anti - gas ed un barattolo di pillole che in qualche modo risvegliano le nostre più profonde e spaventose fobie di morte.(Inquinamento mentale e ambientale) Sebastiano cerca di far "nascere" questi demoni e di mostrarceli come lui li immagina dopo un severa e personalissima elaborazione artistica. Le opere dello scultore siciliano non hanno bisogno primario di una galleria o di un luogo espositivo chiuso. Queste specie di “gabbie” non fanno parte della sua poetica. La strada potrebbe funzionare da ottimo museo, mostrando a tutti la magnifica luce che le sue sculture emanano e lasciando le nostre bocche imbottite di quesiti che apparentemente non capiamo, ma che nascondono estreme e terribili verità. In questo modo, si raggiunge una diversa forma di concetto di scultura, facendoci comprendere che l'Arte non possiede orizzonti finiti e che ogni singolo artista naviga un proprio mondo solcato da eterni mari di vera poesia. Un esempio lo abbiamo appena presentato.